In precedenza, Sorin Grindeanu ha sostenuto che le pensioni sono «congelate» da due anni e ha chiesto la ripresa dell’indicizzazione prevista dalla legge, sottolineando che i pensionati hanno sopportato oneri significativi durante il periodo di austerità. Sulla stessa linea, ha affermato che una rettifica di bilancio adottata con procedura d’urgenza dovrebbe garantire i fondi per il pagamento delle pensioni fino alla fine dell’anno, il finanziamento dei medicinali e degli ospedali e il pagamento dei debiti verso le aziende romene, con la necessità di una seconda rettifica prevista per la metà di novembre.
Nel corso delle discussioni politiche, non sono mancate le critiche: il sindaco di Buzău, Constantin Toma, ha affermato che le promesse riguardanti l’indicizzazione delle pensioni e degli stipendi non hanno fonti chiare e ha stimato che sarebbero necessari circa 27 miliardi di lei (oltre 5 miliardi di euro), denaro che dovrebbe essere preso in prestito. Allo stesso tempo, Grindeanu ha avvertito che non c’è più tempo sufficiente per adottare la legge sugli stipendi nella forma discussa, a causa della mancanza di un consenso tra il Ministero del Lavoro, il Ministero dell’Istruzione e il Ministero della Salute; in questo contesto, le federazioni sindacali hanno annunciato una protesta per l’aumento del salario minimo e lo sblocco delle trattative collettive.