Claudiu Năsui, ex-ministro dell'Economia, ha lanciato un allerta riguardo la situazione economica della Romania nel 2025, evidenziando l'impatto negativo dell'aumento delle tasse e della burocrazia sull'imprenditorialità. Critica il governo Bolojan per l'aumento del capitale sociale minimo, che ostacola la creazione di imprese, e per le difficoltà nel recupero dei prestiti degli azionisti. Năsui sottolinea che, a partire dall'anno prossimo, ogni punto di lavoro richiederà un codice fiscale separato, il che porterà a un aumento significativo della burocrazia.
Per quanto riguarda la tassazione, Năsui accusa il governo di aver aumentato le tasse, contrariamente alle promesse elettorali, e che non esiste volontà politica per ridurre le spese. Stima che, nel 2026, l'aumento delle tasse continuerà, mentre la riduzione delle spese sarà insignificante. Inoltre, Năsui menziona la nazionalizzazione del 70% dei fondi del pilastro 2 e 3, il che influenzerà la libertà economica. In conclusione, avverte che il 2026 sarà un anno difficile per i romeni, con un potere d'acquisto in diminuzione e sfide per l'imprenditorialità.
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