Il direttore dell’FBI, Kash Patel, è stato oggetto martedì 15 settembre di pesanti accuse durante un’audizione durata quattro ore e mezza presso la Commissione Giustizia del Senato degli Stati Uniti. I senatori democratici lo hanno accusato di aver utilizzato l’agenzia federale per intimidire i giornalisti che avevano scritto sul presidente Donald Trump e sul suo presunto consumo eccessivo di alcol sul luogo di lavoro.
Il senatore Cory Booker ha sostenuto che l’FBI si sarebbe recato nelle abitazioni di alcuni giornalisti e avrebbe avviato verifiche nei loro confronti. Patel ha respinto categoricamente le accuse, definendole «una menzogna assoluta», e ha negato di aver utilizzato l’istituzione per prendere di mira la stampa.
La disputa è legata anche a una causa intentata ad aprile dal direttore dell’FBI contro la rivista The Atlantic e l’autrice di un articolo che ha definito diffamatorio. Patel chiede 250 milioni di dollari di risarcimento. Il servizio sosteneva che consumasse alcol regolarmente e in modo eccessivo, mentre la giornalista ha successivamente affermato che agenti dell’FBI le avrebbero confermato le informazioni.
Secondo MS Now, l’FBI avrebbe aperto un’indagine su presunte minacce interne legate all’articolo. Durante l’audizione, a Patel è stato chiesto anche delle accuse relative a una purga degli agenti ritenuti non sufficientemente fedeli a Donald Trump. Il direttore dell’FBI ha negato l’esistenza di una purga e ha affermato che la maggior parte delle uscite è avvenuta su base volontaria. Patel ha difeso il proprio mandato citando la riduzione della criminalità, la lotta al traffico di droga e il contrasto alle frodi.
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