Il liberale Adrian Veștea critica la decisione del PNL di votare, sabato, il governo guidato da Luca Niculescu, che descrive come un esecutivo «praticamente monocolore PSD», con alcune eccezioni tecnocratiche. Ex primo ministro designato dal presidente Nicușor Dan, Veștea sostiene che il partito abbia rinunciato a partecipare al governo e mette in guardia dalle conseguenze politiche di questa decisione.
Veștea accusa la dirigenza del PNL, associata al gruppo di Ilie Bolojan, di incoerenza. Ricorda che, quattro mesi fa, il sostegno a un governo guidato da un liberale e composto anche da ministri liberali era considerato un «tradimento», mentre oggi il voto a favore di un governo PSD viene presentato come un atto di responsabilità.
Il liberale afferma che il PNL dovrebbe puntare a partecipare al governo, non a restarne fuori. Sostiene che l’incertezza politica abbia colpito le amministrazioni locali, attraverso investimenti rinviati, progetti bloccati e mancanza di prevedibilità.
Adrian Veștea accusa inoltre di decisioni influenzate da ambizioni personali e di sanzionare le opinioni diverse. A suo avviso, la direzione attuale può spingere il PNL verso un grave declino e persino verso la ripetizione del destino del PNȚCD. Chiede al partito di ritrovare la propria identità e di ascoltare i propri eletti locali prima delle elezioni del 2028.
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