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Parliamo tutti delle conseguenze delle elezioni negli Stati Uniti. Oggi preferisco però parlare della Francia. E non delle elezioni presidenziali del prossimo anno (altrettanto importanti per noi e per la nostra regione), bensì della presenza della Francia in Romania oggi.
E oggi la Francia investe risorse per trasmettere ai romeni un’informazione apparentemente banale, sconosciuta a moltissimi romeni (secondo il recente sondaggio INSCOP realizzato su richiesta dell’Ambasciata di Francia), ma molto importante per la nostra resilienza di fronte alla propaganda bellica della Russia.
Negli ultimi 4 anni, il risultato di questa propaganda, aiutata dai messaggi politici talvolta confusi provenienti dall’altra parte dell’Oceano, è stato l’inserimento nella mente di una parte dei romeni dell’idea che i nostri alleati occidentali della NATO non ci difenderanno in caso di un’escalation da parte della Russia.
In questo contesto, la semplice mancata conoscenza del fatto che la potenza nucleare d’Europa abbia una presenza militare robusta sul nostro territorio contribuisce a rafforzare questa falsa percezione.
Può darsi che ad alcuni sembri frivolo parlare di una campagna di comunicazione della Francia riguardo alla presenza militare sul territorio rumeno, ma in tempi di guerra questo è un investimento nella resilienza della popolazione, al quale anche noi dovremmo contribuire perché è nel nostro interesse fondamentale.
Sapere che non siamo soli di fronte all’aggressione, che il nostro alleato europeo strategico è presente qui con molte truppe e capacità, può annullare, almeno parzialmente, l’efficacia della macchina propagandistica che alimenta il disfattismo e il sentimento antieuropeo tra i romeni.
Fino ad allora, resta la necessità che la percezione generale della popolazione giovane, secondo cui la Francia è un alleato della NATO sul quale possiamo contare, venga rafforzata attraverso una migliore conoscenza dei fatti: 1500 soldati francesi stanziati permanentemente nel centro del Paese, a Cincu, l’assegnazione di aerei da ricognizione che pattugliano il Mar Nero o di aerei da combattimento che si addestrano con piloti romeni, vale a dire risorse investite dalla Repubblica francese nella difesa della Romania.
Alla fine della giornata, il nostro interesse strategico è avere sul territorio del nostro Paese una presenza militare, europea e americana allo stesso modo, quanto più ampia possibile, per scoraggiare l’aggressione della Russia e garantire la libertà e la prosperità di questa nazione.
P.S. E cari politici responsabili, non dimenticate che quando parlate in pubblico coinvolgete gli interessi critici dell’intero Paese. Forse fareste bene a evitare di entrare a gamba tesa nelle battaglie politiche di altri Paesi, soprattutto quando si tratta dei nostri alleati strategici che ci difendono in tempi di guerra. Non per altro, ma so che noi diventiamo itterici quando gli altri si intromettono nella nostra zuppa. Lasciate che i cittadini sfoghino la loro rabbia in nome della libertà di espressione, mentre voi dimostrate il vostro autentico patriottismo anche attraverso una discrezione intelligente quando è il caso.
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