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Il virus del Nilo Occidentale continua a diffondersi in Europa. L'Italia riporta un record di casi, la Romania rimane zona endemica.

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13 novembre 2025, 09:01
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Internazionale
2eu.brussels/ Pexels/ foto: Jimmy Chan
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Bruxelles, 14 novembre 2025 — I casi di infezione da virus del Nilo occidentale (WNV) hanno superato la soglia di mille in Europa nel 2025, secondo l'ultimo rapporto congiunto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). La Romania ha riportato 49 casi locali, mantenendosi tra i paesi più colpiti dell'Europa centrale e orientale.

A livello continentale, 1.096 casi umani locali sono stati confermati fino al 5 novembre 2025 in 14 paesi, con 95 decessi. La maggior parte è stata registrata in Italia (773 casi, 71 decessi), seguita da Grecia (95), Serbia (62), Francia (59), Romania (49) e Spagna (31). I casi superano la media dell'ultimo decennio (751), ma rimangono al di sotto dei livelli degli anni con intensa circolazione del virus (2018, 2022, 2024).

Per la Romania, l'ECDC nota che il virus rimane endemico nelle zone meridionali e orientali, ma che nel 2025 è stata segnalata per la prima volta un'espansione verso nord-ovest, con l'apparizione di un caso confermato nella contea di Sălaj. Gli esperti sottolineano che questa evoluzione riflette i cambiamenti climatici e le condizioni favorevoli per la proliferazione dei vettori, soprattutto nelle zone umide e agricole.

"La persistenza del virus nelle regioni endemiche e l'apparizione di nuovi casi nel nord Europa dimostrano che il Nilo occidentale sta diventando un problema di salute pubblica a lungo termine", si legge nell'analisi congiunta dell'ECDC e dell'EFSA. Il rapporto mette in guardia sul rischio che le infezioni possano essere sottostimate, poiché molti casi sono asintomatici o diagnosticati tardivamente.

Nel 2025, l'Italia ha registrato il più grande focolaio della sua storia, con 773 casi confermati e 71 decessi, la maggior parte nelle regioni Lazio e Campania. La Francia ha riportato per la prima volta casi locali nella regione parigina, mentre Belgio e Paesi Bassi hanno identificato i primi focolai negli uccelli, un segno dell'espansione geografica verso il nord-ovest dell'Europa.

In totale, 35 regioni europee hanno riportato casi di Nilo occidentale per la prima volta, comprese aree urbane come Parigi, Napoli, Palermo, Messina e Alicante. L'ECDC conferma anche 178 focolai negli equini e 345 negli uccelli, che rappresentano indicatori precoci della circolazione del virus nell'ambiente naturale.

Sebbene il numero dei casi sia in diminuzione con la fine della stagione calda, gli esperti avvertono che la stagione 2025 è stata sopra la media e raccomandano di mantenere le misure di sorveglianza nel 2026. Secondo il rapporto, la trasmissione del virus del Nilo occidentale non è più un problema isolato del sud Europa. L'espansione geografica confermata nel 2025 richiede un rafforzamento della cooperazione europea nella sorveglianza dei vettori e nella prevenzione delle infezioni umane.

Il rapporto nota che la stagione di trasmissione si avvicina alla fine, e solo alcuni casi sporadici sono attesi fino alla fine dell'anno. Tuttavia, le autorità sanitarie europee ritengono che il virus si sia stabilito definitivamente negli ecosistemi europei e continuerà a riapparire stagionalmente, soprattutto nel contesto dell'aumento delle temperature medie e dell'umidità elevata.


https://2eu.brussels/articol/stiri/virusul-west-nile-continua-sa-se-extinda-in-europa-italia-raporteaza-record-de-cazuri-romania-ramane-zona-endemica

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