Il ministro ungherese degli Esteri, Peter Szijjarto, ha chiesto all'Unione Europea di sospendere le sanzioni sulle consegne marittime di petrolio russo, sostenendo che questo potrebbe ridurre significativamente i prezzi dell'energia. In un contesto globale complicato, segnato dalla guerra in Medio Oriente e dalla chiusura dello stretto di Hormuz, Szijjarto ha sottolineato l'impatto negativo sulla fornitura di energia e ha criticato Bruxelles per agire secondo i desideri del presidente ucraino Volodimir Zelenski.
Ha affermato che le sanzioni imposte alla Russia contribuiscono all'aumento dei prezzi della benzina e del gasolio in Europa. Inoltre, Szijjarto ha menzionato che l'Ungheria applica prezzi protetti per proteggere i propri cittadini da questi aumenti, ma ha suggerito che la soluzione sarebbe seguire l'esempio degli Stati Uniti.
In questo contesto, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia è pronta a riprendere le consegne di petrolio e gas verso l'Europa, ma a determinate condizioni. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha avvertito che tornare ai combustibili fossili russi rappresenterebbe un errore strategico per l'Europa.
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