Una giudice federale statunitense, Kathleen Cardone, ha bloccato temporaneamente l’estensione del muro al confine tra Texas e Messico, nonché la costruzione di strade e barriere nel Parco nazionale di Big Bend. La decisione rappresenta un duro colpo per il piano dell’amministrazione Trump di accelerare i lavori per la messa in sicurezza del confine ed è stata emessa dopo una causa intentata da organizzazioni per la tutela dell’ambiente e del patrimonio.
Il caso è stato avviato da Friends of the Ruidosa Church, Center for Biological Diversity e dalla guida fluviale Billy Miller. I ricorrenti hanno contestato le deroghe concesse dal Dipartimento della Sicurezza interna, con cui sarebbero state sospese decine di leggi sulla tutela dell’ambiente e dei siti storici. Tali deroghe hanno consentito all’amministrazione di preparare i lavori senza rispettare tutte le procedure ordinarie.
Il piano prevede barriere per veicoli alte più di 1,5 metri e nuove strade che potrebbero danneggiare l’ecosistema del parco. Ad agosto, i lavori erano stati temporaneamente sospesi dopo la diffusione di immagini che mostravano macchinari intenti a spianare il terreno, ma sono ripresi a settembre.
L’attivista Laiken Jordahl ha accolto con favore la sentenza, descrivendola come una vittoria per Big Bend. L’anno scorso il Congresso degli Stati Uniti ha stanziato 46,5 miliardi di dollari per la costruzione del muro di confine.
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