Il premier polacco Donald Tusk ha messo in guardia giovedì 8 ottobre contro la diffusione di un «culto della violenza» tra i giovani, un fenomeno che attribuisce all’influenza dei social network, dei videogiochi e dei contenuti violenti su internet. Le dichiarazioni sono state rilasciate dopo due recenti attacchi con coltelli avvenuti in scuole polacche, che hanno causato un morto e diversi feriti.
Tusk ha sostenuto che la violenza viene promossa anche attraverso spettacoli di arti marziali e sport da combattimento tra celebrità, influencer e personaggi pubblici, organizzati per intrattenimento e audience. Il premier ha parlato anche di un «fenomeno dell’imitazione», che colpisce soprattutto i ragazzi in crisi mentale ed esposti a comportamenti di gruppo, compreso il bullismo.
Le autorità hanno annunciato il rafforzamento della presenza della polizia nei pressi delle scuole. Il 7 ottobre, a Ostrołęka, un giovane di 19 anni ha ferito nove persone. Il giorno successivo, a Leszczydół-Nowiny, un adolescente di 15 anni ha aggredito tre dipendenti di una scuola. Una donna di 37 anni è morta, mentre altre due persone sono rimaste ferite.
La polizia ha sventato anche un possibile terzo attacco, fermando a Sierpc un adolescente di 17 anni sospettato di preparare un’aggressione. Tusk ha criticato il presidente Karol Nawrocki per aver respinto un disegno di legge volto a contrastare la violenza e i discorsi d’odio sui social network.
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