Venerdì si è verificato un terremoto di magnitudo 5,5 al largo della Sicilia, a circa 63 chilometri da Leni, nell’arcipelago delle Eolie, a una profondità di circa nove chilometri. Il sisma è stato avvertito a Palermo, Trapani, Messina e Catania, ma anche in Calabria, a Reggio Calabria e Catanzaro.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha rivisto la magnitudo da 5,0 a 5,5. A Palermo, numerose persone sono scese in strada, mentre circa 300 studenti e insegnanti sono stati evacuati da un liceo. Sono state evacuate anche una scuola di Partanna Mondello e il palazzo di giustizia di Trapani.
Il sistema nazionale di allerta tsunami ha emesso un’allerta arancione per le zone costiere, revocata tuttavia dopo circa un’ora. L’INGV ha precisato che non sono state registrate variazioni del livello del mare e che non si è verificato alcuno tsunami. Il sindaco di Palermo ha annunciato che non ci sono vittime e ha chiesto alla popolazione di evitare di uscire in mare.
Sull’isola di Filicudi è crollata una parete rocciosa, mentre ad Alicudi e Lipari sono state segnalate frane senza danni rilevanti. Il sisma fa parte di una serie iniziata nella notte del 20 ottobre. Prima della scossa principale erano stati segnalati movimenti fino a magnitudo 4,3 e, meno di sei minuti dopo, si è verificato un terremoto di magnitudo 4,0.
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