Almeno 43 persone sono state uccise in Sudafrica dall’inizio dell’anno in attacchi ritenuti potenzialmente motivati da ragioni politiche, secondo un rapporto della Global Initiative Against Transnational Organized Crime (GI-TOC), citato dall’AFP. I dati sono stati pubblicati a circa un mese dalle elezioni municipali del 4 novembre.
Fino al 30 settembre sono stati registrati 45 attacchi, che hanno preso di mira esponenti politici, consiglieri locali, membri di organizzazioni civiche e leader della comunità. Il numero delle vittime supera già il totale annuale registrato ogni anno da quando la GI-TOC ha iniziato il monitoraggio, nel 2015.
Tra le persone uccise, 13 erano membri dell’African National Congress (ANC), mentre otto appartenevano al partito MK (MKP), guidato dall’ex presidente Jacob Zuma. La maggior parte degli incidenti si è verificata nel KwaZulu-Natal, roccaforte dell’MKP, seguito dal Gauteng, la provincia che comprende Johannesburg, dove sono stati segnalati dieci attacchi.
Il rapporto «Proiettili e schede elettorali» avverte che il periodo più rischioso deve ancora arrivare, sullo sfondo dell’intensificarsi della lotta per il potere. Le elezioni locali metteranno alla prova il sostegno all’ANC, che ha perso la maggioranza alle elezioni nazionali del 2024, in vista delle elezioni generali del 2029.
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