Gli Stati Uniti e la Russia hanno sostenuto l’eliminazione di diverse garanzie dal progetto dell’ONU sulle armi autonome letali, durante i negoziati tenuti a Ginevra all’inizio di settembre. Le modifiche riguardano il controllo umano, la prevedibilità dei sistemi e il rispetto di alcuni criteri etici nell’uso dell’intelligenza artificiale sul campo di battaglia.
Dopo circa 15 ore di discussioni nell’ultima giornata, è stato eliminato anche il requisito secondo cui una persona avrebbe dovuto verificare gli obiettivi identificati dai sistemi autonomi prima di un attacco. Il documento non include più nemmeno l’obbligo per questi sistemi di funzionare in modo prevedibile e affidabile.
I negoziati, condotti a porte chiuse, miravano a elaborare il primo accordo internazionale giuridicamente vincolante sulle armi autonome. Secondo The Washington Post, le delegazioni americana e russa contavano ciascuna circa dieci giuristi, mentre le modifiche introdotte rapidamente avrebbero reso più difficile la reazione degli Stati con delegazioni più piccole.
La decisione si inserisce nel contesto dell’espansione dell’uso dell’intelligenza artificiale da parte del Pentagono e della revisione delle regole americane sulle armi autonome. La direttiva del 2023 imponeva l’esercizio di un giudizio umano e il rispetto del diritto internazionale umanitario. Human Rights Watch avverte che la riduzione delle garanzie potrebbe consentire di prendere decisioni sulla vita e sulla morte con un controllo umano insufficiente e potrebbe ridurre la responsabilità in caso di attacchi.
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