Sei macellai francesi sono stati incriminati e sottoposti a controllo giudiziario, a più di un anno di distanza da un focolaio di infezioni causate dal batterio E. coli nella regione di Saint-Quentin. L’epidemia ha colpito 32 persone e provocato la morte di una bambina di 11 anni.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Parigi, segue il percorso della carne sospettata di essere all’origine delle contaminazioni. Inizialmente sono state fermate dieci persone e sei di loro, titolari o dipendenti di alcune macellerie, sono state successivamente incriminate.
Tra le accuse esaminate figurano l’omicidio colposo, le lesioni personali colpose, la messa in pericolo della vita altrui, la frode con rischio per la salute delle persone o degli animali, la ricettazione e la macellazione illegale di animali. I sospettati non possono più lavorare nelle macellerie e non sono autorizzati a entrare in contatto tra loro.
Le indagini sono arrivate a un allevamento nei pressi della città di Saint-Quentin, nel frattempo chiuso. Secondo gli inquirenti, circa 50 pecore sarebbero state vendute per la festività dell’Eid e alcuni animali sarebbero stati macellati e sezionati al di fuori del circuito autorizzato.
Il focolaio è scoppiato nel giugno 2025, nel dipartimento dell’Aisne. Una bambina è morta il 16 giugno, mentre diversi bambini hanno sviluppato la sindrome emolitico-uremica, una grave complicanza dell’infezione provocata da alcuni ceppi di E. coli. I giudici istruttori si occupano del caso dall’agosto 2025 e le famiglie delle vittime hanno presentato denunce.
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