Prima dell’incidente di giovedì, tra il 2 e il 5 novembre sono state segnalate decine di allarmi simili in diversi Paesi europei, con deviazioni di aeromobili, evacuazioni e verifiche pirotecniche. Le autorità non hanno indicato pubblicamente i responsabili e, fino ad allora, le verifiche segnalate non avevano portato alla scoperta di ordigni esplosivi, sebbene le minacce avessero provocato notevoli disagi.
La serie ha incluso anche avvertimenti trasmessi a infrastrutture esterne al settore dell’aviazione: il 2 novembre, un allarme bomba è arrivato via e-mail a 271 scuole in Italia, provocando evacuazioni e la mobilitazione della polizia e degli artificieri, senza che venissero trovati esplosivi. Parallelamente, un caso separato ha riguardato una nave da crociera in Grecia, dove i primi controlli non hanno individuato dispositivi sospetti.
Nello stesso periodo, anche la Romania è stata colpita: un aereo Wizz Air proveniente da Milano e diretto a Bucarest è atterrato a Otopeni in seguito a un allarme, e l’SRI ha comunicato che l’equipaggio aveva segnalato la minaccia alla torre di controllo, facendo scattare le procedure di sicurezza. In altri Stati, le minacce hanno determinato deviazioni e ispezioni a terra di alcuni aeromobili (comprese ridirezioni in Italia e Francia), nel sospetto di una possibile azione coordinata, sebbene fino a quel momento non vi fosse un’attribuzione pubblica degli autori.