Secondo il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ), l'anno 2025 ha segnato un record preoccupante, con 129 giornalisti e lavoratori dei media uccisi a livello mondiale, secondo il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ).
Il CPJ accusa lo stato di Israele per due terzi di questi decessi, la maggior parte dei quali si è verificata a Gaza, dove 86 giornalisti sono stati vittime della violenza. Questo è il secondo anno consecutivo in cui il numero dei decessi supera 120, dopo il 2024 quando sono stati segnalati 124 casi. Altri conflitti con vittime significative sono stati in Ucraina (quattro decessi) e Sudan (nove decessi). Un aspetto allarmante evidenziato dal CPJ è l'aumento dell'uso dei droni, con 39 casi documentati nel 2025, rispetto a solo due nel 2023. Inoltre, la criminalità organizzata è stata una minaccia significativa, con sei giornalisti uccisi in Messico. In Arabia Saudita, il commentatore Turki al-Jasser è stato giustiziato dallo stato, segnando il primo omicidio documentato di un giornalista in questo paese dalla morte di Jamal Khashoggi nel 2018. Il direttore esecutivo del CPJ, Jodie Ginsberg, sottolinea l'importanza di proteggere i giornalisti, affermando che gli attacchi ai media riflettono attacchi alle libertà fondamentali.
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