Il Consiglio Nazionale della Resistenza dell'Iran (NCRI) ha riportato che le città di Abdanan e Malekshahi sono state praticamente occupate dai manifestanti, che festeggiano per le strade e gridano contro il regime di Khamenei. Le proteste si sono diffuse in tutto il paese, con dimostrazioni e scioperi in decine di città, alimentate da difficoltà economiche e malcontento nei confronti del governo. Le forze di sicurezza sono state accusate di attacchi agli ospedali dove i manifestanti feriti cercavano cure, il che ha suscitato reazioni internazionali. Amnesty International ha condannato queste azioni, considerandole una violazione del diritto internazionale.
Il numero dei morti è aumentato, con almeno 36 persone segnalate decedute, e le autorità hanno arrestato oltre 2.000 manifestanti. Nonostante la repressione, le proteste continuano a diffondersi, anche in città considerate fedeli al regime. I leader iraniani hanno avvertito che prenderanno misure severe contro coloro che incitano alle rivolte, e la violenza contro i manifestanti potrebbe avere gravi conseguenze, secondo alcuni funzionari americani. Questa situazione riflette una crisi profonda nella società iraniana, dove i cittadini sentono di essere arrivati a un punto di rottura.
Il numero dei morti è aumentato, con almeno 36 persone segnalate decedute, e le autorità hanno arrestato oltre 2.000 manifestanti. Nonostante la repressione, le proteste continuano a diffondersi, anche in città considerate fedeli al regime. I leader iraniani hanno avvertito che prenderanno misure severe contro coloro che incitano alle rivolte, e la violenza contro i manifestanti potrebbe avere gravi conseguenze, secondo alcuni funzionari americani. Questa situazione riflette una crisi profonda nella società iraniana, dove i cittadini sentono di essere arrivati a un punto di rottura.
Fonti
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