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Centinaia di pescatori iraniani sono usciti con piccole imbarcazioni nello Stretto di Hormuz per recuperare le merci finite in acqua dopo l’affondamento della nave commerciale GFS Pride. Tra i beni che, secondo quanto riferito, si trovavano nei container figurano iPhone di ultima generazione, profumi francesi e altri prodotti di valore.
La nave, battente bandiera di Singapore, trasportava oltre 2.500 container. Dopo lo scoppio di un incendio, l’imbarcazione è affondata e diversi container sono rimasti alla deriva. I 21 membri dell’equipaggio sono stati evacuati in sicurezza e non hanno riportato ferite.
La Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica sostiene che la GFS Pride sarebbe entrata in una rotta marittima vietata e avrebbe colpito una mina, provocando l’incendio. Questa è, per il momento, la versione presentata dalle autorità iraniane.
Le immagini diffuse sui social network mostrano numerose imbarcazioni che navigano tra i container galleggianti. Alcuni pescatori raccolgono scatole, mentre altri cercano di trainare container interi. La Marina iraniana ha chiesto loro di prestare attenzione, poiché gli oggetti alla deriva rappresentano un pericolo per il traffico marittimo.
La GFS Pride è la terza nave commerciale affondata dall’inizio del conflitto in Medio Oriente e la seconda persa nell’arco di circa 24 ore. Sullo sfondo dell’intensificarsi degli attacchi, l’Iran ha subordinato la riapertura dello Stretto di Hormuz al ritiro delle truppe statunitensi dalla regione.
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