Oltre 400 donne di personalità da tutto il mondo, tra cui quattro premi Nobel e ex capi di stato, hanno chiesto martedì a Teheran di liberare immediatamente Zahra Tabari, un'attivista iraniana condannata a morte. Zahra, di 67 anni, è stata giudicata in un processo controverso di dieci minuti, svolto in videoconferenza, senza avvocato. La sua condanna si basa sull'affissione di uno striscione con il messaggio "Donna, Resistenza, Libertà", ispirato allo slogan popolarizzato durante le proteste del 2022.
La lettera, redatta dall'associazione "Giustizia per le vittime del massacro del 1988 in Iran", sottolinea il terrore subito dalle donne in Iran e chiede ai governi internazionali di sostenere la loro lotta per democrazia e uguaglianza. Sebbene le autorità iraniane non abbiano commentato il caso, un gruppo di esperti dell'ONU ha confermato la condanna e ha chiesto la sospensione dell'esecuzione, sostenendo che sarebbe arbitraria e contraria alle norme internazionali. L'organizzazione Iran Human Rights ha riportato che, quest'anno, l'Iran ha giustiziato oltre 40 donne, evidenziando la gravità della situazione dei diritti umani nel paese.
La lettera, redatta dall'associazione "Giustizia per le vittime del massacro del 1988 in Iran", sottolinea il terrore subito dalle donne in Iran e chiede ai governi internazionali di sostenere la loro lotta per democrazia e uguaglianza. Sebbene le autorità iraniane non abbiano commentato il caso, un gruppo di esperti dell'ONU ha confermato la condanna e ha chiesto la sospensione dell'esecuzione, sostenendo che sarebbe arbitraria e contraria alle norme internazionali. L'organizzazione Iran Human Rights ha riportato che, quest'anno, l'Iran ha giustiziato oltre 40 donne, evidenziando la gravità della situazione dei diritti umani nel paese.
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