Qualche giorno prima, Dan Neculăescu aveva assunto l’incarico di ministro degli Affari Esteri e aveva annunciato che avrebbe posto l’accento sulla difesa del fianco orientale e sull’inclusione del Mar Nero in primo piano nell’agenda euroatlantica. Parallelamente, il presidente Nicușor Dan aveva convocato una riunione del CSAT, e all’ordine del giorno delle discussioni era comparsa la protezione delle acque territoriali e delle infrastrutture marittime critiche, inclusa la richiesta di sostegno alla NATO per capacità di contrasto ai droni, sorveglianza e ricognizione.
Nello stesso periodo, il primo ministro Luca Niculescu aveva avuto colloqui con partner della regione per il coordinamento della sicurezza della navigazione: con il suo omologo bulgaro Rumen Radev erano state discusse misure di cooperazione Romania–Bulgaria e la collaborazione con la Turchia per la protezione delle navi commerciali, mentre con l’omologo ucraino Sergii Koretskyi era stato concordato il rafforzamento dei progetti comuni nei settori dei droni, delle infrastrutture, della logistica e dell’energia.
Sul piano diplomatico, Neculăescu aveva discusso anche con i suoi omologhi francese (Jean-Noël Barrot) e turco (Hakan Fidan), entrambi sottolineando l’importanza strategica del Mar Nero e la necessità di rafforzare le capacità difensive, rispettivamente di una cooperazione più stretta per la sicurezza marittima e la protezione delle navi commerciali; inoltre, Romania e Turchia intendevano intensificare le consultazioni trilaterali con la Bulgaria.