Almeno 109 migranti, tra cui 15 bambini, sono morti e oltre 116 risultano dispersi dopo che un’imbarcazione con circa 305 persone si è rovesciata nel Golfo di Aden, mentre navigava da Gibuti verso lo Yemen. Il naufragio è avvenuto nella notte tra l’8 e il 9 ottobre, nei pressi della località di Guhere, a nord del porto di Obock, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM).
Oltre 80 persone sono sopravvissute, tutte di nazionalità etiope. Tra le vittime recuperate, 52 sono uomini, 42 donne e 15 bambini: nove femmine e sei maschi. Le autorità di Gibuti proseguono le operazioni di ricerca e salvataggio, prestano assistenza medica ai sopravvissuti e si occupano della sepoltura delle vittime.
Le squadre dell’OIM sostengono le autorità locali sul posto. L’organizzazione richiama l’attenzione sui rischi della rotta utilizzata ogni anno da decine di migliaia di migranti provenienti dal Corno d’Africa, che attraversano lo stretto di Bab el-Mandeb nella speranza di raggiungere i Paesi del Golfo.
La tragedia si verifica sullo sfondo dell’aggravarsi della crisi in Yemen, dove il numero degli sfollati è aumentato da 76.000 a metà settembre a circa 200.000. Fino alla scorsa settimana, oltre 3.700 persone erano fuggite via mare dallo Yemen verso Gibuti.
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