Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha dichiarato martedì 6 ottobre 2026, ad Atene, che la restituzione dei fregi del Partenone da parte del Regno Unito farà parte di qualsiasi futura discussione sul riavvicinamento tra Londra e l’Unione europea. Il premier greco sostiene che la controversia non sia soltanto bilaterale, ma «una questione per l’Europa».
Mitsotakis ha annunciato che la Grecia intensificherà i suoi sforzi presso il governo britannico e il British Museum, dove le sculture si trovano da oltre due secoli. La Grecia rivendica i fregi, che secondo quanto afferma furono prelevati nel 1802 da Thomas Bruce, Lord Elgin, all’epoca ambasciatore britannico presso l’Impero ottomano. Londra sostiene che siano stati acquistati legalmente.
Anni di negoziati con il British Museum non hanno prodotto progressi. Atene propone un partenariato culturale e l’accesso temporaneo ad altri reperti archeologici greci, qualora il museo restituisse i fregi. Mitsotakis ha precisato che promuoverà questa soluzione nei rapporti con il nuovo governo britannico.
La questione è complicata dalla legislazione britannica. Una legge del 1963 limita la possibilità per il British Museum di vendere o cedere gli oggetti della propria collezione, mentre la restituzione definitiva richiederebbe l’intervento del Parlamento. La Grecia assumerà la presidenza di turno dell’UE nella seconda metà del 2027.
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