La campagna del presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva accusa Donald Trump di cercare di influenzare le elezioni presidenziali in Brasile per favorire la candidatura di Flávio Bolsonaro e ottenere l’accesso alle risorse naturali del Paese. Le accuse compaiono in uno spot elettorale trasmesso poco più di una settimana prima del primo turno, previsto per il 4 ottobre.
Nel video, il team di Lula sostiene che Trump voglia «colonizzare» il Brasile, impadronirsi delle sue ricchezze e rubargli il futuro. Lula ha affermato, a sua volta, che Bolsonaro vorrebbe consegnare agli Stati Uniti le risorse naturali del Brasile.
Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti respinge le accuse e le definisce «una menzogna priva di fondamento», negando l’esistenza di un complotto per minare le elezioni. Washington è tuttavia accusata di pressioni diplomatiche ed economiche, anche attraverso dazi del 25% applicati alle importazioni brasiliane.
Lula e Flávio Bolsonaro sono alla pari nei sondaggi. Se nessun candidato otterrà la maggioranza, il secondo turno è previsto per il 25 ottobre. Preoccupazioni per una possibile ingerenza americana sono state espresse anche da parlamentari democratici statunitensi, nonché da un altro candidato brasiliano di destra, Renan Santos. Cita notizie sul coinvolgimento di alcune aziende tecnologiche, sui legami tra la campagna di Bolsonaro e la rete conservatrice Rockbridge e su un documento brasiliano che valuterebbe come «critico» il rischio di ingerenza americana.
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