Contesto: la Commissione ha chiesto alle piattaforme misure per limitare l’amplificazione dell’incitamento alla violenza
Del resto, la Commissione europea ha avuto colloqui con l’autorità francese Arcom riguardo ai rischi derivanti dalle piattaforme e dai loro algoritmi. Durante un briefing del 19 ottobre, il portavoce Thomas Regnier ha annunciato stretti contatti con Arcom e una nuova riunione con le autorità francesi nella stessa giornata, precisando inoltre di non aver confermato il rilevamento di operazioni di manipolazione straniera né annunciato un’indagine formale legata alle proteste; i funzionari hanno insistito sul fatto che le manifestazioni pacifiche devono essere protette e che l’applicazione delle regole contro l’incitamento alla violenza rientra negli obblighi previsti dal DSA.
Sulla stessa linea di monitoraggio delle manipolazioni online, la Procura di Parigi ha successivamente aperto un’indagine su campagne di disinformazione rivolte contro due candidati alle presidenziali del 2027. Nell’indagine sono stati menzionati video falsificati su Edouard Philippe e Gabriel Attal, mentre l’agenzia Viginum ha identificato reti affiliate alla Russia come possibili sospettati. In questo senso, il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha avvertito che la Francia non tollererà ingerenze straniere nel processo elettorale, citando tentativi di destabilizzazione da parte di reti filorusse che avrebbero preso di mira diversi candidati, oltre all’idea che la regolamentazione delle piattaforme potrebbe ridurre il rischio di manipolazione online.