Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sibiha, ha chiesto lunedì alla Federazione internazionale di sollevamento pesi (IWF), al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e alla comunità sportiva internazionale di annullare la decisione con cui Mosca ha ottenuto l’organizzazione dei Campionati mondiali di sollevamento pesi del 2030.
Sibiha ha definito «inaccettabile» l’assegnazione della competizione, sostenendo che la Russia continua la guerra contro l’Ucraina e uccide anche atleti. In un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, il funzionario ha avvertito che il ritorno delle grandi competizioni internazionali in Russia rischia di normalizzare l’aggressione e di offrire al Cremlino riconoscimento e legittimità.
Il ministro ucraino ha affermato che lo sport internazionale perde la propria autorità morale se «ricompensa gli aggressori» e ha chiesto di bloccare il ritorno della Russia alla normalità prima della cessazione dell’aggressione e dell’assunzione di responsabilità per i crimini commessi.
La decisione dell’IWF rappresenta un nuovo passo verso la reintegrazione della Russia nello sport mondiale, dopo anni di restrizioni imposte in seguito all’invasione dell’Ucraina. Mosca ha ospitato l’ultima volta i Campionati mondiali di sollevamento pesi nel 1983.
A luglio 2026, il CIO ha revocato parzialmente la sospensione del Comitato Olimpico Russo, una misura che potrebbe consentire la partecipazione degli atleti russi ai Giochi Olimpici di Los Angeles del 2028.
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