Gli islandesi hanno votato domenica contro la ripresa dei negoziati per l'adesione all'Unione Europea, con il 52,8% dei voti a favore dell'opzione "No". Marine Le Pen, leader dell'estrema destra in Francia, ha dichiarato che questo voto sottolinea che l'adesione all'UE non è una necessità per tutte le democrazie europee, mentre Nigel Farage, architetto della Brexit, ha congratulato l'Islanda per la scelta di mantenere la propria indipendenza.
Il voto è stato percepito come un messaggio chiaro che i popoli devono decidere sul proprio futuro. Il governo islandese, guidato dalla prima ministra socialdemocratica Kristrún Frostadottir, ha promosso l'adesione come un'opportunità unica, ma gli attivisti del fronte "No" hanno sostenuto che ciò minaccerebbe la sovranità nazionale e le acque di pesca.
L'Islanda ha richiesto per la prima volta l'adesione all'UE nel 2009, ma i colloqui sono stati sospesi nel 2013. Ora, qualsiasi discussione sull'adesione è bloccata fino al 2028, e i legami attuali con l'UE attraverso lo Spazio Economico Europeo e lo Spazio Schengen rimangono invariati.
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