L'India esplora una soluzione insolita per controllare la migrazione dal Bangladesh: l'introduzione di serpenti velenosi e coccodrilli lungo il confine fluviale. Questa idea è stata discussa all'interno della Forza di Sicurezza delle Frontiere (BSF) come alternativa alla costruzione di barriere fisiche, in particolare nelle zone dove il terreno paludoso e i rischi di inondazioni rendono impossibile la loro installazione. Il primo ministro Narendra Modi e il suo partito nazionalista hanno investito nella costruzione di un muro lungo 4.096 chilometri, ma il 20% del confine rimane non protetto. Il memorandum interno della BSF, che è stato inviato alle unità operative, richiede una valutazione dell'uso dei rettili come misura di sicurezza.
Questa proposta ha suscitato preoccupazioni da parte delle organizzazioni per i diritti umani, che avvertono che la retorica anti-immigrazione del governo potrebbe influenzare le minoranze nella regione. Inoltre, il governo indiano ha adottato una linea dura contro la migrazione illegale, mirando in particolare ai cittadini del Bangladesh e ai musulmani Rohingya, il che ha portato a arresti e deportazioni controverse. Questo approccio suggerisce un'intensificazione delle misure di sicurezza al confine, nel contesto delle tensioni politiche e sociali in India.
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