Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha annunciato giovedì che il suo Paese intende presentare, nel 2027 o nel 2028, la candidatura ufficiale per l’adesione all’Unione europea. La decisione segna il crescente orientamento di Erevan verso l’Occidente e rischia di acuire le tensioni con la Russia.
«Questo processo ci porterà infine, nel 2027 o nel 2028, a presentare ufficialmente una candidatura per avviare le procedure di adesione all’UE come membro a pieno titolo», ha dichiarato Pashinyan durante una conferenza stampa. Ha precisato che il processo mira a offrire alla popolazione un’alternativa e la possibilità di scegliere la direzione strategica del Paese.
Per il momento l’Armenia non intende ritirarsi dall’Unione economica eurasiatica, un’organizzazione dominata dalla Russia. Mosca sostiene tuttavia che l’appartenenza simultanea a questo blocco e all’UE non sarebbe possibile e ha chiesto lo svolgimento di un referendum sull’orientamento estero dell’Armenia.
I rapporti tra Erevan e Mosca si sono deteriorati dopo la sconfitta dell’Armenia nella guerra con l’Azerbaigian del 2020 e la riconquista della regione del Nagorno-Karabakh da parte di Baku nel 2023. L’Armenia ha congelato la propria partecipazione all’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva (OTSC), guidata dalla Russia, e ha dichiarato di non essere interessata all’organizzazione.
Nonostante il riorientamento politico, la Russia resta il principale partner commerciale dell’Armenia e un mercato importante per le sue esportazioni. Erevan dipende inoltre da Mosca per l’energia e gli armamenti, mentre numerosi cittadini armeni lavorano in Russia.
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