La Svezia reintrodurrà i controlli alle frontiere a partire dal 12 novembre 2026, per un periodo di sei mesi, fino all’11 maggio 2027, sulla base di una valutazione relativa all’esistenza di una grave minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza interna. La decisione è stata annunciata giovedì dal governo svedese.
Le autorità di Stoccolma sostengono che la misura sia giustificata principalmente dal deterioramento della situazione della sicurezza dopo l’invasione russa su larga scala dell’Ucraina. Il governo svedese afferma che questo contesto ha portato alla comparsa di minacce ibride e alla presenza o alle azioni di attori ostili all’interno dello spazio Schengen.
I controlli saranno istituiti sulla base delle norme europee che consentono agli Stati membri di effettuare verifiche temporanee alle frontiere quando ritengono che esistano gravi rischi per la sicurezza interna o l’ordine pubblico. La misura riguarda inizialmente un periodo di sei mesi e la sua applicazione sarà monitorata dalle autorità svedesi.
La reintroduzione dei controlli avviene in un contesto europeo caratterizzato dall’intensificarsi delle preoccupazioni riguardo alla guerra in Ucraina, agli attacchi ibridi e alle attività di gruppi o attori considerati ostili. La Svezia, membro dello spazio Schengen, mantiene così verifiche temporanee alle frontiere come strumento di prevenzione e sicurezza.
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