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Il presidente russo, Vladimir Putin, ha ordinato il rilascio del cittadino americano Stephen Hubbard, un ex insegnante di 74 anni accusato di aver combattuto come mercenario dalla parte dell’Ucraina, dopo una richiesta diretta di Donald Trump.
Il rilascio non ha fatto parte di uno scambio di prigionieri e Trump lo ha presentato come una vittoria diplomatica.
Hubbard è stato fatto prigioniero quando la Russia ha invaso la località ucraina di Izium, dove viveva.
A San Pietroburgo, l’inviato americano Steve Witkoff ha elogiato la condotta di Vladimir Putin, affermando che ha uno „spirito umanitario”. Witkoff si è recato in Russia per discutere di un possibile accordo di pace per la guerra in Ucraina, dopo le discussioni tenute a Oslo con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e con leader europei.
Il calore delle osservazioni di Witkoff è contrastato nettamente con la retorica sempre più ostile rivolta contro Volodymyr Zelensky da esponenti americani di alto rango – in particolare Trump, che ha chiesto le dimissioni del presidente ucraino e lo ha presentato come il principale ostacolo alla pace, osserva The Guardian.
Nonostante il tono conciliante, i negoziati restano bloccati: Mosca mantiene i suoi obiettivi territoriali, mentre l’Ucraina accusa Washington di limitarle l’accesso alle informazioni e al sistema Starshield.
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