La Polonia ha lanciato martedì un’operazione su larga scala al confine con l’exclave russa di Kaliningrad, dopo che le autorità hanno ricevuto informazioni su possibili atti di sabotaggio o provocazioni nei prossimi giorni. Polizia, guardie di frontiera e forze armate sono state mobilitate per proteggere la popolazione e le infrastrutture della regione.
Il capo della polizia polacca, Marek Boron, ha annunciato che ulteriori effettivi sono stati inviati nella zona di confine. Anche l’unità d’élite dell’esercito, GROM, è stata dispiegata, secondo quanto riferito da un portavoce delle forze armate.
Il premier Donald Tusk ha dichiarato che la Polonia ha sventato durante la notte una possibile provocazione al confine settentrionale. Ha affermato che i servizi d’intelligence polacchi e alleati avevano lanciato da alcune settimane l’allarme su possibili atti di sabotaggio, compresa un’eventuale incursione di persone armate in territorio polacco.
Tusk ha precisato che le forze di sicurezza sono state mobilitate rapidamente dopo l’identificazione di attività sospette, ma ha sottolineato che le loro intenzioni non possono essere confermate completamente. Il premier ha chiesto di mantenere un elevato livello di vigilanza, nel contesto delle tensioni con la Russia.
La Polonia condivide con Kaliningrad un confine di 232 chilometri. Si tratta di un territorio russo pesantemente fortificato, situato tra la Polonia e la Lituania, entrambe membri della NATO. Gli allarmi su possibili provocazioni si inseriscono in un contesto più ampio di timori legati ad attacchi informatici, sabotaggi e incursioni limitate contro alcuni Stati membri dell’Alleanza.
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