Il governo polacco ha reagito veementemente alla decisione dell'Ungheria di concedere asilo politico all'ex ministro della giustizia, Zbigniew Ziobro, accusato di appropriazione indebita. Il ministro degli esteri polacco, Radoslaw Sikorski, ha definito questa azione "inaccettabile" e "ostile", sottolineando che l'Ungheria ha ignorato un mandato di arresto europeo.
Sikorski ha accusato il governo ungherese di mostrare solidarietà con i politici nazionalisti corrotti e ha affermato che questo gesto mina la percezione del sistema giudiziario in Polonia. Ziobro, che affronta 26 accuse, ha ottenuto asilo in Ungheria, e il suo avvocato sostiene che le azioni della procura polacca sono motivate politicamente.
Le relazioni tra Polonia e Ungheria, di solito buone, si sono deteriorate dopo l'invasione russa in Ucraina, nel contesto del rifiuto dell'Ungheria di sostenere militarmente l'Ucraina. Il ministro degli esteri ungherese ha risposto alle critiche, definendo Sikorski "un guerriero fanatico".
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