Secondo un rapporto dell'organizzazione non governativa americana Armed Conflict Location and Event Data (ACLED), oltre 100.000 persone sono state uccise in Myanmar dall'inizio della Guerra Civile, a seguito del colpo di stato del 2021. Il bilancio stimato arriva a 100.114 morti, ma non ci sono dati ufficiali e le stime variano.
Il conflitto è considerato dagli analisti il più sanguinoso attualmente in Asia sudorientale, avendo luogo dopo il rovesciamento del governo eletto di Aung San Suu Kyi. Le manifestazioni contro il colpo di stato sono state brutalmente represse dalle forze di sicurezza, e gli attivisti per la democrazia si sono uniti ai movimenti armati delle minoranze etniche per combattere la giunta. Questa situazione ha portato a un'escalation della violenza e del conflitto armato in tutto il paese.
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