La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso martedì di sospendere, fino a nuovo ordine, le restrizioni sull’espulsione degli immigrati privi di documenti verso Paesi terzi e di esaminare il caso nel merito a dicembre. La decisione rappresenta una vittoria per l’amministrazione Trump, che aveva impugnato le sentenze dei tribunali di grado inferiore.
Con sei voti contro tre, la Corte ha bloccato l’applicazione di una decisione secondo cui le persone inviate in un Paese diverso da quello d’origine devono essere informate e devono poter invocare il rischio di persecuzione o tortura. La controversia riguarda le direttive emanate nel 2025 dal Dipartimento della Sicurezza Interna, che consentono tali espulsioni se il Paese di destinazione offre garanzie ritenute credibili dal Dipartimento di Stato.
L’amministrazione americana ha sostenuto che le sentenze dei tribunali creano problemi logistici e compromettono le operazioni di espulsione, anche nel caso di alcune persone condannate penalmente. Gli oppositori hanno sostenuto che le misure non ostacolerebbero le espulsioni, ma imporrebbero soltanto il rispetto delle procedure legali.
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