Gli elettori della Bosnia-Erzegovina votano domenica per la presidenza tripartita, il parlamento nazionale e le assemblee legislative delle due entità federali, in un’elezione che potrebbe influenzare il percorso europeo del Paese e l’equilibrio tra Stati Uniti e Russia nei Balcani. I risultati preliminari sono attesi dopo la chiusura dei seggi, alle 20:00, ora rumena.
Le elezioni si svolgono sullo sfondo della frustrazione provocata dalla stagnazione economica, dai lenti negoziati per l’adesione all’Unione europea e da una crisi politica prolungata. La Bosnia ha ottenuto lo status di Paese candidato nel dicembre 2022 e il via libera all’apertura dei negoziati nel 2024, ma questi non sono iniziati a causa del mancato adempimento di alcune condizioni essenziali, tra cui il rafforzamento della supervisione giudiziaria e l’adozione della legislazione anticorruzione.
In corsa vi sono i partiti etnici dominanti — SDA, SNSD e HDZ BiH — e coalizioni multietniche di opposizione guidate dal Partito socialdemocratico. Nella Republika Srpska, il partito SNSD, associato al leader secessionista Milorad Dodik, è in testa nei sondaggi e sostiene stretti legami con la Serbia e la Russia.
L’attuale sistema politico risale agli Accordi di Dayton, che posero fine alla guerra del 1992-1995 e divisero il Paese in Republika Srpska e Federazione di Bosnia ed Erzegovina.
Le schede elettorali riprogettate, l’identificazione biometrica e gli scanner elettronici vengono introdotti per ridurre le frodi elettorali.
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