Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha dichiarato che esiste un numero elevato di richieste per l'energia russa, nel contesto di una grave crisi energetica globale, causata dai conflitti in Medio Oriente, in particolare dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, che ha portato al blocco delle forniture di petrolio dal Golfo Persico. Questa crisi si verifica in un momento in cui i consumatori europei cercano di ridurre la dipendenza dall'energia russa, in risposta all'invasione dell'Ucraina.
Peskov ha sottolineato che la Russia, il secondo maggiore esportatore di petrolio al mondo, sta affrontando una riduzione della capacità di esportazione a causa degli attacchi ucraini alle sue infrastrutture petrolifere. Allo stesso tempo, diversi paesi asiatici, come Vietnam, Thailandia e Filippine, stanno rivolgendo la loro attenzione al petrolio russo, a seguito dei blocchi delle forniture causati dal conflitto in Iran. Il petrolio russo Urals è stato scambiato a un prezzo superiore rispetto al petrolio Brent, indicando un'intensificazione della domanda. La Russia continua a fornire gas naturale liquefatto verso Est, con progetti come Yamal LNG, che riorientano le forniture nel contesto delle sanzioni imposte dall'Unione Europea.
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