La responsabile della diplomazia europea, Kaja Kallas, ha dichiarato in un’intervista a Euronews che l’Ucraina ha il diritto, secondo il diritto internazionale, di colpire le raffinerie russe, poiché i proventi da esse generati contribuiscono a finanziare l’invasione. L’esponente europea ha sostenuto che la Russia è l’aggressore, mentre l’Ucraina si trova nella situazione di doversi difendere.
Le dichiarazioni arrivano dopo che Donald Trump ha annunciato un accordo riguardante la fornitura di oltre 300.000 tonnellate di diesel dalla Russia e una possibile tregua sulle infrastrutture energetiche. Volodimir Zelensky afferma tuttavia che Mosca ha continuato gli attacchi contro obiettivi ucraini e ha provocato vittime civili. Di conseguenza, Kiev ha ripreso le operazioni contro le raffinerie russe.
Zelensky ha accusato l’amministrazione americana di aver fatto pressioni sull’Ucraina e di aver sospeso lo scambio di informazioni e i servizi Starlink per fermare gli attacchi. Queste affermazioni non sono state confermate in modo indipendente.
Secondo i dati dell’Agenzia internazionale per l’energia, citati da Euronews, solo cinque delle 32 grandi raffinerie russe non erano state prese di mira entro la fine di agosto. Il Cremlino sostiene che i limiti di un’eventuale tregua energetica non siano stati chiaramente stabiliti.
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