In un'intervista concessa a Europe Today, Kaja Kallas ha espresso preoccupazioni riguardo ai negoziati mediati dagli Stati Uniti tra Russia e Ucraina, che non hanno portato a risultati concreti. Kallas ha sottolineato che l'attuale stallo riflette la mancanza di serietà del Cremlino, esercitando pressione quasi esclusivamente su Kiev. Anche se le delegazioni si sono incontrate di recente ad Abu Dhabi, Kallas ha osservato che non ha notato alcuna concessione da parte della Russia, in contrasto con la disponibilità dell'Ucraina a fare compromessi.
Kallas ha riconosciuto che l'amministrazione Trump è riuscita a riunire le due parti, ma ha evidenziato il disequilibrio nelle richieste rivolte all'Ucraina e alla Russia. Il presidente Zelenski ha chiesto il potenziamento della difesa aerea dopo attacchi massicci contro l'Ucraina. Kallas ha sottolineato che qualsiasi concessione territoriale deve essere decisa dall'Ucraina e ha avvertito sulle tattiche aggressive della Russia nei negoziati.
Nel contesto in cui l'UE è stata marginalizzata in questi negoziati, Kallas ha suggerito che sia più importante il mandato dato a un eventuale inviato speciale piuttosto che la persona scelta. Ha affermato che la Russia deve essere costretta a passare da negoziati superficiali a discussioni reali, il che richiede unità e fermezza da parte dell'Occidente. Anche se i negoziati di pace rimangono bloccati, Kallas ha sottolineato la necessità di evitare un accordo svantaggioso per l'Ucraina.
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