Israele annuncia la fine delle attività del Consolato britannico a Gerusalemme Est, ma il Regno Unito respinge la decisione e sostiene che la rappresentanza diplomatica continuerà a operare con il nome «UK Mission, Jerusalem».
Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha dichiarato che, a partire da giovedì, il console generale e circa 20 diplomatici britannici concluderanno le loro missioni e dovranno lasciare Israele. Le autorità israeliane hanno consentito a Londra di continuare a utilizzare l’edificio per un’attività diplomatica limitata, con un numero ridotto di dipendenti.
Il ministro degli Esteri britannico, Ed Miliband, ha tuttavia affermato che l’immobile non sarà chiuso. Secondo Londra, la nuova missione rimarrà indipendente, lavorerà con la popolazione palestinese e continuerà a fornire servizi consolari. Il Regno Unito non riconosce il diritto di Israele a chiudere il consolato, considerando Gerusalemme Est un territorio occupato.
La disputa è scoppiata dopo che Londra ha imposto sanzioni agli insediamenti israeliani in Cisgiordania, incluso il divieto di commercio dei prodotti provenienti da tali insediamenti. Israele ha definito le misure un’escalation. La rappresentanza, istituita nel 1839, gestisce le relazioni britanniche con i palestinesi di Gerusalemme, della Cisgiordania e di Gaza.
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