Prima che l’inchiesta negli Stati Uniti acquistasse ampiezza, la FIFA stava valutando la modifica o persino l’eliminazione del Premio per la Pace assegnato l’anno scorso a Donald Trump. Nel corso della riunione del consiglio dell’organismo, diversi membri hanno chiesto di rinunciare al riconoscimento o di depoliticizzarlo, mentre un comitato dedicato alla responsabilità sociale nel calcio avrebbe dovuto formulare una raccomandazione prima di un nuovo incontro programmato a Doha, il 16 dicembre. La controversia nasce anche dal fatto che la FIFA ha, nel proprio statuto, una disposizione che vieta le ingerenze politiche o governative nello sport, mentre il premio era stato inizialmente creato per azioni a favore della pace e dell’unione tra le persone.
Parallelamente, il presidente della FIFA, Gianni Infantino, era coinvolto anche in altre controversie: è stato oggetto di notizie riguardanti una questione disciplinare legata a un giocatore (il portiere della Repubblica Democratica del Congo) ai Mondiali 2026, mentre la FIFA ha respinto le accuse di aver orchestrato uno schema legato a investitori privati, nel contesto di un conflitto giuridico con la UEFA.