L'analisi del The New York Times sottolinea il silenzio di Vladimir Putin dopo la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti, suggerendo che potrebbe essere una manovra strategica per minare l'unità della NATO. Sebbene Putin e Maduro abbiano firmato un accordo di partenariato strategico, la reazione del Cremlino alle azioni americane è stata insolitamente riservata. L'esperta Hanna Notte afferma che Putin dà priorità al raggiungimento di un risultato favorevole in Ucraina, evitando provocazioni nei confronti degli Stati Uniti. Questo silenzio riflette non solo una strategia, ma anche i limiti reali del potere russo, che sta affrontando un'erosione della sua influenza globale. Inoltre, la guerra in Ucraina consuma le risorse della Russia, indebolendo la sua capacità di intervenire in altre regioni, come l'America Latina. In questo contesto, Putin continua a utilizzare la forza nell'approccio ai suoi confini, cercando di compensare le perdite di influenza sulla scena internazionale.
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