Contesto: critiche europee all'accordo USA–Russia sul gasolio e tensioni legate al sostegno all'Ucraina
Prima delle accuse del premier ceco Andrej Babiš, diversi leader europei hanno reagito criticamente alla decisione annunciata dal presidente americano Donald Trump di revocare le sanzioni associate alle forniture di gasolio russo. In questo contesto, l'accordo è stato presentato come un'eccezione che consente le importazioni dalla Russia fino ad aprile 2027, e le reazioni sono giunte sullo sfondo della preoccupazione che la misura possa finanziare la guerra condotta da Vladimir Putin contro l'Ucraina.
Il primo ministro finlandese, Petteri Orpo, ha definito l'intesa una «enorme delusione», sostenendo che sia contraria alla cooperazione tra gli Stati Uniti e gli alleati europei nel sostegno fornito all'Ucraina. Anche il primo ministro bulgaro, Rumen Radev, ha sostenuto l'accordo, affermando che qualsiasi misura che riduca i prezzi del carburante e sostenga la competitività dell'Europa dovrebbe essere apprezzata, una posizione che ha contraddetto la reazione della maggioranza dei leader europei.