Poco dopo aver assunto l’incarico succedendo a Keir Starmer, il premier Burnham ha presentato i suoi piani per la riforma delle pensioni statali nel Regno Unito. Ha annunciato che, a partire dal 2030, il governo abbandonerà il «Triplo Blocco», il meccanismo che garantisce l’aumento annuale delle pensioni nella misura più alta tra il tasso d’inflazione, la crescita dei redditi della popolazione attiva e il 2,5%.
Al posto dell’attuale sistema, Burnham propone un «Doppio Blocco», basato sul confronto tra l’inflazione e la soglia del 2,5%, senza tener conto della crescita dei salari. La misura dovrebbe ridurre la pressione sul bilancio, in un contesto di invecchiamento della popolazione. Introdotta nel 2010 e applicata dall’anno fiscale 2011/2012, la politica ha contribuito all’aumento della spesa pensionistica fino a 154 miliardi di sterline l’anno.
La pensione statale dovrebbe arrivare a circa 13.000 sterline l’anno dopo l’aggiornamento dell’aprile 2027, mentre il reddito annuo medio dei lavoratori è stimato in 40.000 sterline. Burnham ha sostenuto che i risparmi potrebbero finanziare un sistema pubblico di assistenza per gli anziani. L’Institute for Fiscal Studies e la leader dei conservatori, Kemi Badenoch, hanno tuttavia avvertito che i fondi risultanti non sarebbero sufficienti per questa riforma.
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