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La Camera bassa del Parlamento italiano ha approvato definitivamente, giovedì, la riforma elettorale sostenuta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con possibili effetti sulle elezioni nazionali previste per il prossimo anno. Il provvedimento è stato approvato con voto segreto, con 227 voti favorevoli e 164 contrari, dopo mesi di dibattiti e tensioni all’interno della coalizione di governo.
La nuova legge introduce un sistema elettorale interamente proporzionale e assegna un premio di seggi all’alleanza che ottiene oltre il 42% dei voti, in modo che possa raggiungere la maggioranza parlamentare. Il governo sostiene che la riforma favorirà la stabilità e consentirà alla formazione vincitrice di governare senza ostacoli.
L’opposizione di centrosinistra accusa l’esecutivo di modificare le regole prima delle elezioni per aumentare le possibilità di Giorgia Meloni di rimanere al potere. La leader del Partito Democratico, Elly Schlein, ha dichiarato che l’opposizione vincerà indipendentemente dal sistema di voto.
Le regole precedenti prevedevano che circa due terzi dei deputati fossero eletti con il sistema proporzionale, mentre i restanti venivano scelti in collegi uninominali, un meccanismo considerato favorevole all’opposizione. La riforma ha inoltre provocato dispute interne sulla scelta dei candidati; è stato adottato un compromesso che mantiene l’influenza dei leader di partito sulle liste. Il cambiamento arriva mentre la coalizione di Meloni perde terreno nei sondaggi a favore dell’opposizione e di un nuovo gruppo di estrema destra.
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