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Il Cremlino ha avvertito lunedì che l’Ucraina pagherà un «prezzo» per gli attacchi lanciati negli ultimi mesi contro il territorio russo, mentre le forze di Mosca continuano a colpire obiettivi in Ucraina. La dichiarazione è stata rilasciata dal portavoce Dmitri Peskov, citato da Reuters, sullo sfondo dell’incertezza riguardo alla ripresa dei negoziati di pace.
Peskov ha sostenuto che gli attacchi ucraini, compreso quello con droni contro Mosca durante le elezioni parlamentari in Russia e l’attacco alla città di San Pietroburgo nel mese di giugno, non hanno cambiato la posizione di Mosca, ma hanno provocato ritorsioni. Il presidente Vladimir Putin aveva dichiarato venerdì che la Russia è pronta a riprendere i negoziati con Kiev dopo le elezioni, ma che continuerà a valutare i propri interessi.
Il conflitto dura da quattro anni e mezzo e, secondo Putin, le proposte per risolverlo restano sul tavolo dei negoziati. Parallelamente, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha proposto una «tregua energetica»: Kiev interromperebbe gli attacchi contro le infrastrutture energetiche russe se Mosca facesse lo stesso. La proposta dovrebbe essere trasmessa alla Russia dall’amministrazione statunitense, dopo l’incontro di Zelensky con Donald Trump a New York, a margine dell’Assemblea generale dell’ONU.
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