Il Cremlino ha confermato mercoledì che Russia e Turchia stanno discutendo il possibile trasferimento dei sistemi russi di difesa antiaerea S-400 detenuti da Ankara a un Paese terzo. Mosca sostiene che l’operazione potrebbe avvenire solo se lo Stato destinatario fosse «responsabile», amichevole nei confronti della Russia e fornisse garanzie che i sistemi non verrebbero riesportati.
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha dichiarato che l’argomento è all’ordine del giorno dei colloqui e che tra i due Stati sono in corso contatti ufficiali. La dichiarazione conferma le informazioni diffuse in precedenza dal ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, il quale aveva affermato sabato che Mosca potrebbe approvare il trasferimento a determinate condizioni.
La Turchia ha acquistato i sistemi S-400 dalla Russia nel 2017, in un contesto di tensioni con gli Stati Uniti. Ankara non li ha utilizzati in operazioni militari, ma solo per test. L’acquisto ha portato, nel 2019, all’esclusione della Turchia dal programma statunitense F-35 e, nel 2020, Washington ha imposto sanzioni contro il Paese.
Un eventuale trasferimento potrebbe aiutare Ankara a sbloccare i rapporti con Washington e a rientrare nel programma F-35. Tuttavia, la riesportazione non può essere effettuata senza il consenso della Russia.
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