Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha approvato lunedì un piano degli Stati Uniti per Gaza, che autorizza la formazione di una forza internazionale di stabilizzazione per garantire la sicurezza nel territorio devastato e per delineare un possibile futuro stato palestinese. La Russia e la Cina si sono astenute nel voto di 13-0, e il voto è considerato un passo cruciale per mantenere il fragile cessate il fuoco dopo due anni di guerra tra Israele e Hamas.
Il piano prevede che Hamas rilasci tutti gli ostaggi, in cambio di 2.000 prigionieri palestinesi, ma la consegna dei resti di alcuni degli ostaggi ha incontrato difficoltà. Inoltre, ci sono state violenze sporadiche, inclusi attacchi aerei israeliani.
La risoluzione sostiene il piano di cessate il fuoco del presidente Trump, che include la creazione di un'Autorità per la Pace e offre alla forza internazionale un mandato esteso, inclusa la smilitarizzazione del territorio. Hamas ha criticato il piano, affermando che la forza internazionale non dovrebbe intervenire a Gaza, ma solo monitorare i confini.
A seguito dei negoziati, gli Stati Uniti hanno rivisto il linguaggio relativo all'autodeterminazione palestinese, il che ha suscitato il malcontento del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che si oppone alla creazione di uno stato palestinese. La risoluzione prevede inoltre il ritiro delle forze israeliane da Gaza sulla base di standard legati alla smilitarizzazione, in collaborazione con la forza di stabilizzazione e altri.
Il piano prevede che Hamas rilasci tutti gli ostaggi, in cambio di 2.000 prigionieri palestinesi, ma la consegna dei resti di alcuni degli ostaggi ha incontrato difficoltà. Inoltre, ci sono state violenze sporadiche, inclusi attacchi aerei israeliani.
La risoluzione sostiene il piano di cessate il fuoco del presidente Trump, che include la creazione di un'Autorità per la Pace e offre alla forza internazionale un mandato esteso, inclusa la smilitarizzazione del territorio. Hamas ha criticato il piano, affermando che la forza internazionale non dovrebbe intervenire a Gaza, ma solo monitorare i confini.
A seguito dei negoziati, gli Stati Uniti hanno rivisto il linguaggio relativo all'autodeterminazione palestinese, il che ha suscitato il malcontento del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che si oppone alla creazione di uno stato palestinese. La risoluzione prevede inoltre il ritiro delle forze israeliane da Gaza sulla base di standard legati alla smilitarizzazione, in collaborazione con la forza di stabilizzazione e altri.
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