I procuratori sudcoreani hanno chiesto la pena di morte per l’ex presidente Yoon Suk Yeol, nell’ambito dell’appello contro la sua condanna per ribellione. L’ex leader è stato condannato all’ergastolo a febbraio, dopo che il tribunale ha stabilito che aveva mobilitato illegalmente l’esercito e la polizia per assumere il controllo del Parlamento, arrestare i suoi avversari politici e instaurare un governo autoritario.
La squadra coordinata dal procuratore speciale Cho Eun-suk ritiene che la gravità dei fatti e la minaccia alla democrazia giustifichino l’applicazione della pena capitale. L’Alta Corte di Seul non ha ancora stabilito la data della sentenza. La difesa respinge le accuse e sostiene che la dichiarazione della legge marziale, il 3 dicembre 2024, mirasse ad attirare l’attenzione sullo stallo politico provocato dall’opposizione.
Il decreto è stato annullato dopo poche ore con un voto del Parlamento. Yoon è stato sospeso il 14 dicembre 2024 e nell’aprile 2025 la Corte costituzionale lo ha destituito definitivamente. La Corea del Sud non esegue condanne a morte dal 1997, pertanto un’eventuale condanna alla pena capitale molto probabilmente non comporterebbe anche la sua esecuzione. L’ex presidente contesta inoltre una condanna separata a 30 anni di carcere, in un procedimento riguardante l’invio di droni in Corea del Nord.
yFonti
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