La Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU) ha condannato la Russia per i trattamenti disumani e la detenzione illegale applicati all'oppositore Aleksei Navalny, arrestato al suo rientro in Russia nel gennaio 2021. Navalny, attivista anti-corruzione, è stato arrestato sulla base di una condanna sospesa del 2014, precedentemente denunciata dalla CEDU per violazione del diritto a un processo equo.
I giudici hanno sottolineato che, durante la detenzione, è stato sottoposto a maltrattamenti che hanno influito sulla sua salute e dignità. Navalny è morto nel febbraio 2024 in circostanze sospette in una colonia penale.
La CEDU ha riscontrato violazioni del diritto alla vita, libertà e divieto di trattamenti degradanti, obbligando la Russia a pagare 26.000 euro di danni morali, sebbene Mosca non riconosca più le decisioni della CEDU. La Russia è stata esclusa dal Consiglio d'Europa nel 2022, ma rimane responsabile per le violazioni precedenti dei diritti umani.
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