Re Carlo III ha espresso martedì il suo «orrore» per la schiavitù, descritta come una «mostruosa ingiustizia», all’apertura del vertice dei leader del Commonwealth, svoltosi a St. John’s, ad Antigua e Barbuda. Il sovrano britannico ha affermato che la tratta transatlantica degli schiavi continua a proiettare la sua ombra sugli Stati dei Caraibi e ha promesso di contribuire a «correggere gli errori del passato» attraverso azioni orientate al futuro.
Le dichiarazioni sono state rilasciate mentre diversi leader del Commonwealth chiedono al Regno Unito scuse ufficiali e risarcimenti per il suo ruolo storico nel commercio degli schiavi. Carlo III ha tuttavia sottolineato di non poter prendere decisioni politiche, poiché il monarca svolge un ruolo costituzionale neutrale.
Il primo ministro britannico Andy Burnham sta discutendo con i leader dell’organizzazione di un «dialogo strutturato» sul passato. Egli sostiene la presentazione di scuse, ma respinge i risarcimenti finanziari diretti e propone invece la ristrutturazione del debito degli Stati poveri del Commonwealth. Tra 10 e 15 milioni di africani furono trasportati nelle Americhe e ridotti in schiavitù nell’arco di circa 400 anni. Londra ha inoltre annunciato fondi per 40 milioni di sterline destinati a progetti infrastrutturali nei Caraibi.
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