La polizia di Berlino ha avviato giovedì un progetto pilota di sorveglianza basato sull’intelligenza artificiale, destinato alle aree della capitale tedesca con un alto tasso di criminalità. Il sistema non utilizza il riconoscimento facciale, ma analizza i movimenti ripresi dalle telecamere per individuare automaticamente possibili atti di violenza o vandalismo.
La tecnologia, descritta dalle autorità come «IA spaziale», dovrebbe distinguere gli incidenti pericolosi dalle situazioni ordinarie, come una persona che cade o un pallone da calcio calciato. Le telecamere sono collegate a schermi inattivi, che mostrano informazioni solo quando il sistema emette un allarme. In seguito, un agente di polizia deciderà se sia necessario intervenire.
La dirigenza della polizia giustifica il progetto con l’aumento del numero di chiamate e la carenza di personale. Per rispettare la rigorosa normativa sulla protezione dei dati, le aree sensibili, compresi gli ingressi degli edifici, saranno anonimizzate.
L’iniziativa è contestata dal partito Die Linke e dagli ambientalisti, che temono la creazione di un «mega-database» e l’espansione della sorveglianza statale. Dopo circa quattro settimane di installazione e configurazione, i test inizieranno nel quartiere Kotti, noto per la vita notturna e il traffico di droga. In seguito, il sistema potrebbe essere esteso ad altre aree considerate ad alta criminalità.
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